Veglio

 

Veglio è una frazione molto antica il cui toponimo risale al XIV secolo con A velio, col significato di “luogo di vigilanza”: di fatti qui si ritrovano i ruderi del castello dove i signori locali dominavano la zona; alle torri di segnalazione giungevano richiami luminosi d’emergenza dalla torre di Mattarella, che raggiungevano poi Milano e Novara.

 

Veglio - Torre Castello

Il castello di Veglio è diviso in una parte più antica, risalente al XIII secolo, ed in una del XV secolo in seguito ritoccata e nel XVII secolo abbandonata e lasciata a sé stessa: la parte più antica è a sua volta divisa in tre piani ricoperti da un tetto in piode che ormai è ceduto insieme alle travi di legno; internamente doveva avere un recinto murato come difesa e presentava un architrave triangolare come la finestra che lo soprastava.

Nei secoli successivi fu aggiunta una vasta costruzione a pianta rettangolare, con la stessa forma di casa-forte, con feritoie e porte binate precedute da atri a forma di loggiato sostenuti da pilastri circolari, molto comuni alle altre costruzioni contemporanee di allora nel territorio di Montecrestese.

 

Con molta probabilità i signori che fecero costruire questo castello provenivano da Pontemaglio, situato in una zona difficile da difendere ma facilmente raggiungibile da Veglio (quindi la comodità di avere un rifugio in una zona protetta), ed erano conosciuti come i Della Caterina.

In Veglio è possibile ritrovare costruzioni risalenti sino al XIII-XIV secolo, anche se molte sono state soppiantate da più recenti del XVI secolo.

 

Interessanti sono poi gli affreschi che si ritrovano all’interno del paese, sulle pareti di case private, tra i quali il più antico e interessante si trova all’interno del cortiletto della casa dei Senestraro a cui un ignoto pittore dedicò una “Madonna seduta in trono”, reggente il Bambino con la mano destra sulla gamba destra: con la mano sinistra la Madonna regge un libro aperto che cita le seguenti parole “Madre son di Colui Che rege il tutto Che à miei devoti Sempre porto aiuto” mentre a lato della figura una dedica dice “Ioanne fq. Zone dil Senestre ha fato pingere ali 5 Mazo l’Anno 1607” ; sulla stessa costruzione è raffigurato il “Crocefisso con S.Carlo e la Madonna ed Angioletti” presso lo stemma della casata dei De-Rodis, il quale compare anche su altre abitazioni.

Veglio - Affresco

 

Al centro di Veglio ritroviamo una cappella della “Madonna delle Grazie” con ai lati “S. Giovanni evangelista e S. Pietro” e nella cimasa il ricordo di “Giuseppe Alberti F.F. 1886”.

In ultimo l’Oratorio di S.Marco, meta delle processioni nel giorno dell’omonima festività (il 25 aprile), fu costruito nel XIV secolo e riedificato nel XVII secolo.

Il tetto è coperto di piode ed il soffitto in legno, mentre le pareti sono intonacate con un affresco rappresentante sacre immagini sul muro dell’abside.

Il progetto originale presentava alcuni difetti a livello di luminosità e di costruzione: era una

costruzione isolata, di tipo antico e scarsamente illuminato.

Nacque allora negli abitanti di Veglio l’idea di avere un edificio più chiaro e moderno.

Nel 1640 fu fatta ufficiale richiesta al Vescovo per la ristrutturazione ed acconsentì: i lavori presero il via nel 1640 con l’ingrandimento della parte anteriore e l’innalzamento delle pareti laterali della chiesa. Nel 1690 si ha la notizia del termine della ricostruzione, anche se gli anni seguenti vedono altri abbellimenti, come gli stucchi decorativi dell’altare, il crocefisso in legno dipinto e dorato e gli ornamenti della facciata.

 

Veglio - Oratorio

In seguito però l’Oratorio fu ripetutamente visitato da ladri sacrileghi che lo depredarono delle sue già poche suppellettili.

Fu arricchita di affreschi la facciata, nelle piccole nicchie, sopra la porta maggiore, con la “Beata Vergine delle Grazie con il Bambino e S. Marco evangelista con dedica parzialmente leggibile indicante la data 1753, sopra le finestre devozionali, con l’immagine di S. Giovanni evangelista ed un altra cancellata. Infine in una lunetta sul timpano della facciata è raffigurata l’immagine del titolare S. Marco.

 

La questione della bassa luminosità infine si risolve con l’ausilio di due finestre oltre a quelle sulla facciata.

L’ultima modifica recentissima è del 1991, ossia il rifacimento completo del tetto che minacciava di crollare.

Oggi questo Oratorio è usato solo per la festa campestre estiva.